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Laboratorio: Le immagini delle catastrofi parlano di me?

by • 21 settembre 2016 • Prima PaginaComments (2)824

ATTIVITA’ INTORNO AL PROGETTO

40 d.T Galateo per un terremoto

LABORATORIO

Le immagini delle catastrofi parlano di me? C’è stato un momento della mia vita così travolgente da segnare un “punto zero”?  Come esistere prima/durante/dopo la Catastrofe?

Queste alcune domande che guideranno i giorni di laboratorio. Lo faremo attraverso un dialogo continuo tra raccolta materiale,  analisi e palco, dove metteremo in movimento i pensieri e le storie di ciascuno;

il lavoro si dividerà in tre fasi: TRAINING-ANALISI-PALCO.

Il TRAINING sarà suddiviso in una parte di riscaldamento ed esercizi propedeutici.

Il lavoro di ANALISI verrà supportato da interviste, video, documentazioni non solo riguardanti il terremoto del ’76 che colpì il Friuli e i tristi avvenimenti che hanno colpito recentemente il centro Italia, ma anche il trascorso individuale di ciascun partecipante.

Il lavoro sul PALCO nascerà da esercizi di improvvisazione, lavori di gruppo e a solo. Questo lavoro verrà nutrito dalla continua raccolta di materiali (immagini , parole, interviste, foto, ricordi, sogni).

Andremo alla ricerca di movimenti del corpo, di cicatrici, di asimmetrie, fino a raggiungere una partitura di forme, gesti e azioni che permetteranno a ciascun partecipante di raccontare la “propria catastrofe”.
Il laboratorio è gratuito e aperto a tutti, è richiesta solo una minima propensione al movimento. Possibilità di inserimento nella presentazione finale dello studio.
Orario: venerdì 18 dalle 16.30 alle 20.30
sabato 19 dalle 14 alle 19

24 novembre ore 21.30 Performance finale @MACAO
a seguire INCONTRO con lo storico Alessandro Cattunar

Dopo il terremoto. Memorie, immagini, rappresentazioni.

“Il terremoto del Friuli del 1976 ha lasciato segni visibili e invisibili, nei paesi, nelle case, nelle persone. Ma è anche diventato un modello positivo di ricostruzione richiamato spesso, proprio in questi giorni, a livello nazionale. L’incontro propone una riflessione sull’eredità di un evento catastrofico che ha segnato in profondità la comunità e l’intera regione, focalizzandosi sulle “narrazioni mediali” che si sono susseguite, dai primi giorni dopo l’evento fino ad oggi. Quarant’anni fa servizi televisivi, fotografie e racconti sui giornali; oggi le voci, le immagini del passato e del presente, i volti di chi l’Orcolat l’ha visto coni suoi occhi, ma anche di chi può solo immaginarlo, riprendono forza in installazioni video e spettacoli teatrali. Un modo per riflettere sulla memoria del trauma e sul suo racconto, attraverso parole, immagini, sonorità.” Alessandro Cattunar

Alessandro Cattunar (Gorizia, 1983) è dottore di ricerca in Storia Contemporanea (Istituto Italiano di Scienze Umane). Dopo la Laurea specialistica in Storia d’Europa (Università di Bologna) ha conseguito un titolo di perfezionamento in “Media education: media, storia, cittadinanza” (Università Cattolica di Milano). Attualmente collabora con l’Università di Padova. Le sue ricerche si focalizzano sulle problematiche della memoria e dell’identità nelle zone di confine, sull’analisi delle fonti orali, sulla didattica della Shoah e sul rapporto tra ricerca storica e media. È presidente dell’Associazione Quarantasettezeroquattro con cui sviluppa numerosi progetti di ricerca, educativi e culturali relativi ai rapporti tra linguaggi digitali, arte e storia. È direttore generale di In\Visible Cities – Festival Internazionale della Multimedialità Urbana di Gorizia/Nova Gorica.

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2 Responses to Laboratorio: Le immagini delle catastrofi parlano di me?

  1. Viviana scrive:

    Ho partecipato (o meglio ho vissuto) al Lab. “Le immagini delle catastrofi parlano di me?”: ricco, strutturato con attenzione e svolto con ascolto, energico, intensamente palpitante. Torno a casa con un pezzetto di me in più. Grazie! Viviana

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