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24 nov ore 21.30: 40 d.T. Galateo per un terremoto @MACAO

by • 21 settembre 2016 • Prima PaginaComments (0)898

PRESENTAZIONE FINALE  24 novembre ore 21.30

@MACAO viale Molise,68
A seguire INCONTRO con la compagnia e lo storico Alessandro Cattunar

La linea di confine non è più niente, se non una convenzione senza anima.”

40 d.T. Galateo per un terremoto

Interpreti e Regia Natalie Norma Fella, Sara Rainis
Video Matteo Sabbadini
Supervisione al movimento Francesco Collavino
Intervista a Dolores Zamolo
Photo credits Fulvio Rubesa
Prodotto dall’Associazione Culturale Quarantasettezeroquattro, con il sostegno di PimOff – Milano e con il patrocinio del Comune di Tolmezzo

Il progetto 40 d.T.- Galateo per un terremoto prende le mosse da un esperimento mentale: cosa succede se una carnica scappata in Francia per fuggire dal terribile Orcolat (l’orco mitologico che scatena i terremoti in Friuli), e una lombarda che nulla sa di quell’Orcolat, si ritrovano all’epicentro di una riflessione sulle “grandi emergenze”? E cosa succede se, attraverso ricerche e interviste, quella carnica e quella lombarda creano un manuale “for Dummies” (per negati) per prepararsi a una catastrofe futura?

Due linee temporali guidano la ricerca delle due performer, che si pongono come prime “dummies” cui il manuale è rivolto. Una linea tende al passato, per sconfiggere la paura e il trauma trasmessi dalla generazione che ha vissuto il terremoto. L’altra linea tende al futuro, per scoprire se l’immaginario della catastrofe possa agire positivamente sulla generazione nata dopo il ’76.

Premessa storica

Il 6 maggio del 1976, alle ore 21.00, una scossa di magnitudo 6.4 colpì il Friuli.
Prima di quell’ora, la popolazione friulana non aveva idea di cosa significasse vivere in una zona sismica. Probabilmente, molti di loro non sapevano neanche cosa volesse dire il termine “sisma”. Lo scoprirono quella sera, perdendo in meno di un minuto familiari, amici, case e ricordi.
Altre scosse seguirono, per mesi, più o meno intense, ma la prima segnò una linea di demarcazione che dalla terra si incise nelle anime, nei ricordi e nella storia collettiva di una popolazione.
Il terremoto del ‘76 è il punto zero da cui origina una nuova linea del tempo. Il 1976 è l’anno di nascita di una nuova popolazione unita dal trauma, dal desiderio di risorgere e, in alcuni casi, dal bisogno non detto di rimuovere. Il terremoto ha partorito una nuova generazione: la generazione “d.T.”.
I nati dopo il 6 maggio del 1976 appartengono a questa generazione. Per essi, la linea di demarcazione tra il prima e il dopo assume un significato impalpabile e sfuocato. Allo stesso modo, chi si trasferisce in Friuli non riesce a cogliere il senso di quella linea dell’acqua che separa Udine da Pordenone; e per i giovani adulti di Montréal il boulevard Saint-Laurent è diventato una curiosità storica da raccontare agli amici europei in vacanza, o ancor più banalmente una via che taglia verticalmente la città e da cui parte la distribuzione dei numeri civici.
Allora, la linea di confine non è più niente, se non una convenzione senza anima.

40 dT / generazione “tranquilla”
Chi sono i rappresentanti della generazione “d.T.”?
I friulani nati dopo il 6 maggio ‘76, gli studenti fuori sede, i profughi, i lavoratori non friulani, gli innamorati che hanno deciso di trasferirsi per seguire il proprio partner, tutti coloro che per scelta o per caso vivono in Friuli senza aver conosciuto da vicino l’orco che mangia le case.

Natalie e Sara appartengono alla generazione “d.T.”. Non avendo vissuto il terremoto, si sono chieste se sarebbero pronte ad affrontare una catastrofe del genere.
La risposta è stata negativa. Si sono dunque messe al lavoro, consultando i piani di prevenzione, evacuazione e soccorso di vari enti — protezione civile e vigili del fuoco –, studiando le regole di comportamento diffuse sui siti dei comuni terremotati, etc. Poi, hanno composto il loro “Galateo per un terremoto”, una serie di consigli e di buone pratiche da apprendere e da mettere in atto in caso di sisma.

Wundertruppe è un collettivo teatrale nato dalla volontà di Natalie Norma Fella di formalizzare il rapporto con gli artisti e con i tecnici con cui da tempo collabora.
Il collettivo è costituito da un gruppo compatto di professionisti la cui formazione eterogenea e le cui attitudini specifiche concorrono a creare, anche in base al progetto, delle combinazioni artistiche sempre nuove.
I primi lavori di Wundertruppe sono 40 d.T. | Galateo per un terremoto e Wunderkammer. Due direzioni molto diverse, la prima vicina alla performance multimediale, la seconda alla prosa contemporanea. Tuttavia, i due progetti trovano un terreno comune nell’uso espressivo del movimento e nella ricerca di un linguaggio personale capace di indagare e di raccontare l’interiorità dell’essere umano.

IN RESIDENZA dal 14 al 24 novembre.

APPROFONDIMENTI

Mostra permanente del museo di Venzone Tiere Motus – Storia di un terremoto e della sua gente
LETTURE  Richard McGuire, Qui, 2015, Rizzoli Lizard
MUSICHE “Shine on you crazy diamond” Pink Floyd / registrazione originale terremoto
PODCAST Radiotre / Tresoldi / “reportage” di Renato Rinaldi e Andrea Collavino

RESIDENZA APERTA/LABORATORIO

Le immagini delle catastrofi parlano di me? C’è stato un momento della mia vita così travolgente da segnare un “punto zero”? Durante la residenza la compagnia condivide la ricerca attraverso la pratica laboratoriale. Il laboratorio è aperto a tutti, ed è gratuito. E’ richiesta solo una minima propensione al movimento. Posti limitati e possibilità di inserimento nella presentazione finale dello studio.
VENERDI 18 dalle 16.30 alle 20.30
SABATO 19 dalle 14 alle 19
Per info e prenotazioni: segreteria@pimoff.it / 0254102612

PRESENTAZIONE FINALE  24 novembre ore 21.30 @MACAO
A seguire INCONTRO con la compagnia e lo storico Alessandro Cattunar
Entrata libera con offerta consigliata di 5 euro

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