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GUIDA PRATICA PER ATTORI NON BRAVI – IL DIARIO

by • 2 settembre 2016 • Prima PaginaComments (0)726

Seminario sulla recitazione condotto dalla regista e attrice Milena Costanzo

IL DIARIO
Guida Pratica per attori non bravi è stato un ciclo di tre seminari della durata di cinque giorni ciascuno, che si è svolto tra febbraio e marzo 2017 a cui hanno partecipato venti giovani attori e danzatori professionisti. Ogni seminario ha approfondito una tecnica di recitazione: improvvisazione, creazione di un testo e recitazione di un testo. Ogni seminario è terminato con una dimostrazione pubblica e con la partecipazione e la discussione con un ospite.

” Teatro è una parola che di per sé non significa nulla. E’ come dire “Falegnameria” o “Ristorante”. Esistono mobili rustici, che personalmente deprimono, esistono i ridicoli piatti della novelle cuisine e i tortelli di zucca che faceva mia madre; e con questo mi fermo perché improvvisamente sono assalita da ricordi e commozione. Quindi, per ovviare a sentimentalismi ed emozioni, mi dedico alla pratica, cerco di tornare alla radice. A cosa serve la falegnameria, a cosa serve il ristorante, a cosa serve il teatro. Serve il senso. Servirebbe il buon senso, ma chi ci dice se il senso è buono? Servono persone. Serve la pratica. A volte ho provato a parlare di teatro, ma il risultato è sempre stato quello di tornare a casa provando disgusto per me stessa, e di desiderare di essere muta (e spesso sorda). Un tavolo serve sempre. Non c’è bisogno però che pesi due quintali e che abbia i piedi intagliati a forma di testa di leone.” Milena Costanzo

 

I SEMINARIO  –  8/12 febbraio 2017
Ospite Camilla Barbarito, cantante e compositrice

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Testi scelti per questa fase di lavoro

“La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti. Fare lavori che odiamo per comperare cazzate che non ci servono. Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo ne uno scopo ne un posto. Non abbiamo la grande guerra, ne la grande depressione. Senza dolore, senza sacrificio non avremmo niente. La nostra grande guerra è quella spirituale. La nostra grande depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, divi del cinema, rockstar. Ma non è così. Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai fatto… e lentamente lo stiamo imparando … e ne abbiamo veramente le palle piene.”

Fight Club, Chuck Palahniuk

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Ho sentito un funerale nella testa,
e i dolenti avanti e indietro
camminavano – camminavano – finchè sembrò
che il senso mi inondasse –
e quando tutti si sedettero,
una messa, come un tamburo –
batteva – batteva – finchè pensai
la mia mente fosse insensibile –
E poi sentii che sollevavano una scatola
e scricchiolare attraverso l’anima
con quegli stessi stivali di piombo, ancora,
poi lo spazio – cominciò a rimbombare –
come se tutti i cieli fossero una campana,
e l’essere nient’altro che un orecchio,
e io, e il silenzio, una strana razza
distrutta, solitaria, qui –
e poi una trave nella ragione, si spezzò,
e io caddi giù, e giù –
e colpii un mondo, ad ogni caduta,
e finii di conoscere – allora –
Emily Dickinson

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Se potessi
Se potessi dare la colpa di tutto al tempo,
la neve che sembra il tavolo dell’obitorio,
gli alberi trasformati in ferri da calza,
la terra dura come un merluzzo surgelato,
lo stagno con i suoi baffi di brina.
Se potessi dare la colpa delle circostanze a questo,
se potessi dare la colpa al cuore degli estranei
che camminano con falcate silenziose per la strada,
o dare la colpa ai cani, di tutti i colori,
che si annusano tra di loro
e pisciano sulla soglia di casa…
Se potessi dare la colpa della guerra alla guerra
dove il fuoco mi stira i capelli…
Se potessi dare la colpa ai capi
e ai presidenti
per le loro imperdonabili canzoni…
Se potessi dare la colpa
a tutte le madri e ai padri del mondo,
quelli dei compiti, dei piombini di potere,
quelli dell’amore che ti ricopre come pastella appiccicosa.
Dare la colpa a Dio forse?
Lui della prima uscita
che ci ha spinto tutti dentro ai primi errori?
No, io darò la colpa all’Uomo
perché l’Uomo è Dio
e l’uomo si sta mangiando la terra
come uno snack
e nessuno di loro può essere lasciato solo con l’oceano
perché è risaputo che se lo tracannerà tutto.
Anne Sexton

 

II SEMINARIO  –  1/5 marzo 2017
Ospite Filippo Monico, musicista

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Testi scelti per questa fase di lavoro
Lucido
di Rafael Spregelburd (2. Il ritorno di Lucrezia, 3. Secondo sogno lucido)

 

III SEMINARIO  –  29 marzo/2 aprile 2017
Ospite Francesco Pennacchia, attore e regista

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Testi scelti per questa fase di lavoro
Il Custode
di Harold Pinter (Atto Primo)

 

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