Patricia Carolin Mai_KONTROL (c)Matze_kl

CITOFONARE PIMOFF 19-20 I VINCITORI

by • 12 settembre 2018 • Prima PaginaComments (0)323

ph. Patricia Carolin Mai – Kontrol (c) Matze_kl

STEFANIA TANSINI (I)

CONTATTI VUOTI

Contatto. Inteso come la distanza necessaria all’incontro. La capacità di ricevere e di essere toccato. La lontananza che permette il toccarsi. La separazione che permette ai corpi di toccare e lasciarsi toccare. La scossa della sensibilità. Un corpo che si lascia toccare, che si pone in una condizione di fragilità e apertura. Vibrante, sensibile, materiale, che rigenera e dilata le distanze e ne custodisce gli intervalli vuoti.

Diplomata come danzatrice presso la Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi,  dal 2014 inizia a lavorare come danzatrice in tutte le produzioni di Simona Bertozzi. Da due anni ha iniziato una pratica e un percorso personale che l‘ha portata ad elaborare i suoi primi progetti coreografici e un progetto video (‘Ma Mère, Ma Mère, Ma Mère’).

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PATRICIA CAROLIN MAI (DE)

KONTROL

Con Kontrol la coreografa continua la sua ricerca sul ‘corpo in condizioni estreme’ per creare un solo intimo e allo stesso tempo potente. Un solo che parla della competizione con il proprio corpo tra meccanismi di estremo controllo, tipici di alcuni sport altamente competitivi  (Patricia è stata una nuotatrice agonistica) e dalle arti marziali, e l’inarrestabile processo di decadimento fisico a cui il corpo va in contro.

Patricia Carolin Mai è una danzatrice e coreografa che lavora ad Hamburgo. Diplomatasi all’SNDO di Amsterdam si è trasferita in Israele dove ha lavorato diversi anni con la Batsheva Dance Company di Ohad Naharin. A partire dal 2015 la sua ricerca si focalizza sui “corpi in estreme situazioni di emergenza”, ne fanno parte i lavori Ready to snap, Balagan Body e Hamonim. Ha coreografato 70 persone di tutte le età per un progetto sulle masse durante una residenza al K3 Tanzplan Hamburg.

Patricia Carolin Mai_KONTROL (c) Bert Brüggemann_kl

LARA RUSSO (IT)

Legno

Staccati da qualche tempesta, sradicati, gli alberi hanno navigato. È il primo prodigio del legno, galleggiare. La nostra specie umana ha potuto esplorare il pianeta, conoscerlo, grazie al legno che sa navigare. Altrimenti dovevamo aspettare l’aviazione. (Erri de Luca)

Da questa materia che contiene la storia del mare, parte il desiderio di rivelarne il corpo a contatto. Una materia viva che informa il corpo della sua storia e a sua volta il corpo la racconta trasformandola in un dialogo, in uno scambio dinamico tra ordine e caos. Il progetto è stato selezionato da Kelim Choreography Center per una residenza presso il centro e sarà presentato in anteprima al festiva March Hare di Bat Yam (Tel Aviv).

Coreografa e performer Lara Russo studia e lavora a Barcellona e Berlino. Nel 2013 vince il premio G’da per giovani coreografi italiani. Nel 2014 vince il premio del pubblico al festival Danze Oriente Occidente di Rovereto. Nel 2015 vince il premio Dna Appunti Coreografici che gli permette di debuttare alla Biennale di Venezia 2016. Dal 2011 è insegnante di improvvisazione e composizione nella scuola professionale A.F.I diretta da Brigel Gjoka.

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ARKADI ZAIDES (BY/FR)

NECROPOLIS

Il punto di partenza del progetto è una lista, compilata dal 1993 da oltre 500 ONG e attivisti in tutta Europa. L’elenco registra le morti di rifugiati e migranti che tentano di raggiungere l’Europa e che ad oggi elenca più di 36000 persone. L’elenco è un enorme documento commemorativo, accuratamente costruito attraverso l’accumulo di dati. È un archivio che tenta di far luce su un fenomeno di massa di importanza sociale e politica, di una catastrofe che si svolge all’interno e ai confini dell’Europa. NECROPOLIS è pensato come un progetto di creazione a lungo termine: Zaides e il suo team, come per i precedenti lavori, utilizzerà una metodologia ibrida con un approccio in parte documentaristico e investigativo e in parte coreografico e fisico.

Arkadi Zaides, è un coreografo nato in Bielorussia, immigrato in Israele nel 1990. Attualmente lavora in Francia. Ha danzato in diverse compagnie israeliane tra le quali la Batsheva Dance Company e la Yasmeen Godder Dance Group. Nel 2004 inizia una carriera indipendente. Attraverso i suoi lavori, si dedica alle problematiche sociali e politiche, prima concentrandosi sul contesto israeliano/palestinese, e ora su quello europeo. La pratica artistica di Zaides punta a scatenare un dibattito critico, concentrandosi sul corpo come mezzo attraverso il quale i problemi politici e sociali vengono vissuti più intensamente.

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Arkadi Zaides, Archive, 2014. Performance.

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