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PimOff 17/18 ANTICIPAZIONI AUTUNNALI

by • 26 settembre 2016 • Prima PaginaComments (0)204

Il PimOff va in vacanza…ma torneremo a settembre! Ecco cosa stiamo preparando per voi…

OTTOBRE

Contaminazioni Digitali
in collaborazione con In\Visible Cities – Urban Multimedia Festival (Gorizia)

Contaminazioni Digitali è un festival multimediale e multidisciplinare, itinerante e diffuso sul territorio friulano che pone al centro dell’attenzione il dialogo tra le arti performative, i linguaggi digitali e gli spazi urbani. Il Focus dell’edizione 2017 è “Migrazioni: storie, esperienze, percezioni”.  Una tappa del festival arriva a Milano, l’artista in residenza esplorerà l’esperienza della migrazione, proponendo visioni e narrazioni alternative. La performance si terrà in luoghi di accoglienza dei migranti mettendo in atto pratiche di “arte partecipata” che coinvolgeranno i richiedenti asilo/migranti, realtà del terzo settore, altri artisti.

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Marion Alzieu(F)/Michael Avron (RWA)

W

“W” è un dialogo tra danza e musica dal vivo improvvisata. E’ una performance che mixa e fonde questi due mezzi espressivi, per arrivare a superare il confine tra spettacolo e concerto. Una performance unica, un concerto per chitarra elettrica e due corpi.

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(ph. Atanas Maev)

NOVEMBRE

Riccardo Buscarini (I)

L’ETA’ DELL’HORROR

Un duetto maschile in cui due corpi si muovono in uno spazio vuoto, costantemente attaccati, le mani una nell’altra. Il ritmo implacabile, nervoso dei contrappunti de L’arte della fuga di Johann Sebastian Bach li spinge a divincolarsi uno dall’altro, in un inesorabile conto alla rovescia. Da uno stato di conflitto e disarmonia, troveranno attraverso la negoziazione e la cooperazione la soluzione all’isolamento e al rifiuto che la paura provoca.  L’altro, da sconosciuto e pericoloso, diventerà soccorso, rifugio, complice. L’Età dell’horror è una “dichiarazione di dipendenza” – ci si tiene per mano nel buio.

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(ph. Nicole Guarino)

Collettivo Controcanto

SEMPRE DOMENICA

Sempre domenica è un lavoro sul lavoro, o meglio sul tempo, l’energia e i sogni che il lavoro quotidianamente mangia, consuma, sottrae. Sul palco, sei attori su sei sedie tessono insieme una trama di storie incrociate. Sono vite affaccendate nei quotidiani affanni, vite che si arrovellano e intanto si consumano, che a tratti si ribellano per poi arrendersi. In questo carosello di moti e fallimenti è il lavoro a suonare la melodia più forte, quella dell’ineluttabile, dell’inevitabile, del “così è sempre stato” e del “sempre così sarà”.

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to be continued…

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