NEW_TEATRO_DI_LINA_UCCELLI_133

28 feb / TEATRODILINA

by • 11 settembre 2017 • Stagione 2016-2017Comments (0)1043

GLI UCCELLI MIGRATORI

scritto e diretto da Francesco Lagi
con Anna Bellato, Francesco Colella, Leonardo Maddalena, Mariano Pirrello
disegno suono Giuseppe D’Amato
scenografia Salvo Ingala
luci Martin Palma
foto Loris Zambelli
organizzazione Regina Piperno
con il sostegno di Compagnia Licia Lanera

DEBUTTO MILANESE 28 FEBBRAIO ORE 20.30

Una casa in mezzo a una pineta. E in quella casa il tempo è sospeso in un’attesa. C’è una persona che sta per arrivare e delle persone che la stanno aspettando. C’è una tutina azzurra e l’invenzione di un’app. Un ricordo di bambini e Yoda che è sparito e non si trova più. L’arrivo di un padre, il linguaggio degli uccelli, una bussola rimasta in tasca. La paura di cambiare e la vita che bussa alla porta e improvvisante si rivela.

I personaggi ruotano intorno a un centro, si affaticano distrattamente cercando di sintonizzarsi sulla frequenza del loro motivo di stare la mondo. Cercando di trovare una grammatica emotiva, una lingua comune che possa svelare loro un modo di stare al mondo.

Biglietti 15/7 euro. Prenotazioni info@pimoff.it / tel. 0254102612
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La Signora è fuori… a cercar parole

Gli uccelli migratoriIMG_20171104_123900

È una storia, con più storie / Una donna, e più persone
Si muovono nel loro quotidiano /Nel vivere umano fatto di
Solitudini, dolori, delusioni, ma /Anche di felicità e amore.
Una donna è in attesa / Il suo grembo segna il tempo
Quel tempo che per un ritardo /Sembra sospeso e pieno di paure.
Intorno a lei persone, personaggi / Anche loro in attesa, vogliono
Attingere dalla nuova vita /Il senso per il loro cambiamento.
Ricordi si fanno avanti /A quando da bambini si giocava
L’amore fra fratelli, mano nella mano verso casa.
Ora adulti tutto cambia / Qualcosa succede e si ingarbuglia.
I pensieri le preoccupazioni si confondono.
La donna che presto si farà madre è sola.
Mani si offrono in aiuto /Intrusi che nel dare prendono
Per sconfiggere le loro paure, / I loro dolori, le loro delusioni.
Finalmente scende il silenzio / Ora la donna può sentire, toccare,
accarezzare quel nascituro nel suo ventre.
L’incontro tra madre e figlio è imminente
Non c’è più confusione nella mente
Il futuro non spaventa /Ci saranno cadute, ma
L’amore materno è più forte /Per volare alto.
La pioggia scende e lava le paure.
Lei è la femmina che guiderà lo stormo d’uccelli
Verso la giusta direzione.

lasignoraefuori@gmail.com

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