ph Nicole Guarino

16-17 nov / RICCARDO BUSCARINI

by • 11 settembre 2017 • Stagione 2016-2017Comments (0)370

L’ETA’ DELL’HORROR

concept, regia e coreografie di Riccardo Buscarini
con Alberto Alonso e Joahn Volmar

PRIMA ASSOLUTA 16-17 NOVEMBRE ore 20.30

Artista in residenza dal 3 al 17 novembre 2017

Un duetto maschile in cui due corpi si muovono in uno spazio vuoto, costantemente attaccati, le mani una nell’altra. Il ritmo implacabile, nervoso dei contrappunti de L’arte della fuga di Johann Sebastian Bach li spinge a divincolarsi uno dall’altro, in un inesorabile conto alla rovescia. Da uno stato di conflitto e disarmonia, troveranno attraverso la negoziazione e la cooperazione la soluzione all’isolamento e al rifiuto che la paura provoca.  L’altro, da sconosciuto e pericoloso, diventerà soccorso, rifugio, complice. L’Età dell’horror è una “dichiarazione di dipendenza” – ci si tiene per mano nel buio.

11, 12 novembre LABORATORIO COREOGRAFICO CON RICCARDO BUSCARINI

Improvvisazione/composizione /movimento-spazio

Un training di improvvisazione altamente dinamico e spaziale che mira a sbloccare il corpo e ad allungarne il movimento potenziale in un milione di direzioni, sempre diverse. Attraverso sessioni di improvvisazione guidata, si arriverà alla creazione di piccole partiture coreografiche.

Per danzatori allievi e professionisti, e attori con una buona capacità di movimento.

Orario: Sabato 11 novembre, dalle 15 alle 19 – Domenica 12 novembre, dalle 11 alle 17

Costo:  80 euro / 60 euro per chi si iscrive entro il 30 settembre 2017. Per iscrizioni promozione@pimoff.it

Con il Patrocinio di Instituto Cervantes – Milano

marchio cervantes Milán pequeña

 

RASSEGNA STAMPA DELLO SPETTACOLO

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La Signora è fuori… a cercar parole

L’età dell’horror 2017

E sono corpi e sono braccia e sono mani.
Stringono, trascinano, nella corrente impetuosa, non c’è verbo.IMG_20171104_123900
E sono occhi e sono forza e sono tensione. Al ritmo di remi e rematori sulla nave per altre rive.
Nodi di corde strette, morsi d’acciaio trattengono avversità e fatiche prima di avvistare terra.
Tempo di musica, tempo di danza. L’invito alla fusione l’uno nell’altro. Abbandono e intesa.

E sono corpi e sono braccia e sono mani.
Lavati col sudore in un infinito racconto, muto dialogo.
Mani intrecciate. Io sono cieco, tu il bianco bastone. Conducimi, seguimi, su e giù, in alto in basso.
Attento, salta, aggrappati senza inganno. Ti porto, vieni, gira e gira, danza e danza. Punta bene i piedi.
Ricorda. Tieni sempre la mia mano. Dove sei? Non ti vedo. Sono qui. Ti porto in spalla. Cado!
Non ti sento. Non cadi. Fermati, abbracciami. Sei sulle mie braccia. Ho paura!
È buio. È il vuoto. Là la pelle di un serpente. La nostra pelle mutata. È l’ora, prendimi.
Tira. Guarda. Più su. Mi vedi ora? Mi conosci? Io sono te, guardami.
I tuoi occhi nei miei. Immergiti. Il cuore si spacca. La testa batte.
Io sono te. Uno. Due. Uno di uno.
Battito d’ali imprigionato. Si dibatte. C’era una volta Caino e Abele, una musica antica, ossessiva,
una luce gialla offusca la vista, ogni cosa si fa pietra.
L’assordante silenzio, il respiro bloccato, preme forte un dolore.

lasignoraefuori@gmail.com

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